lunedì, gennaio 30, 2006

Il bisogno fisiologico della cultura

Come tutti quanti, il più del tempo lo passo a chiedermi quale sia il senso delle ore, delle giornate e della vita, che altro non è che una serie di ore (di numero aleatorio) messe una dietro l' altra. Ormai giunto alla veneranda età di 26 anni credo (e ovviamente se campo ancora potrei cambiare credo) che a parte l' intrinseco non senso della vita, in essa vada ricercata l' ampliamento delle proprie conoscenze e, dove possibile, delle proprie capacità. Ovvero insieme alla crescita del corpo, che è cosa naturale, rivendico la crescita della mia mente e infine della mia personalità. Avendo vissuto in questo Paese ritengo che delle mie molte, moltissime lacune sia io stesso responsabile in prima persona, ma ritengo anche che il sistema di crescita di una persona sia male organizzato e gestito. E' anche vero che molto dipende dai professori che nel proprio cammino si incontrano, ma la società che mi ruota intorno (e in primis la mia famiglia che della società è la parte più vicina a me) in quasi tutte le sue forme non è riuscita ad inculcarmi l' importanza della cultura e soprattutto il diritto, che io come cittadino ho, di conoscere.
Quello che dico è che questa importanza l' ho appresa secondo me troppo tardi e vorrei che invece fosse riconosciuta in età più tenera. Da quello che vedo attraverso i miei nipoti, che sono la next generation, ho paura che la situazione sia peggiorata; dobbiamo renderci conto che l' impegno (non per forza politico) deve entrare a far parte della vita in età giovanile (così come ci entra con prepotenza il telefono cellulare). Le nuove tecnologie sono utilissime e la rete è una speranza: imparare a navigare e a cercare notizie in piena libertà ed in prima persona stando a casa propria è una conquista dell' uomo e una cosa che va difesa ed insegnata subito, non appena si insegna come lanciare internet explorer. Già oggi assistiamo al decadimento delle potenzialità di internet in Paesi come la Cina, in cui per scopi puramente economici quello che si sta vendendo è il diritto dei cittadini cinesi a conoscere, cioè la loro libertà, che gli è stata negata già per troppo in passato (vi rimando qui). Quello che chiedo a chi legge questo è di farmi sapere se c' è una specie di petizione che è possibile firmare per opporsi a tale blocco, io cercherò in rete e nel caso metterò un link nello spazio qui accanto.
Grazie.

1 commento:

Laura Matarese ha detto...

Per me ogni individuo compie un percorso di igiene culturale diverso da un altro individuo.La maturità di una persona comporta anche l'evolversi di quel cibarsi di informazioni,che in adolescenza è solo un approccio destinato a trasformarsi nei casi più felici in un continuo appetito di cultura,ma non ci si può mai sentire sazi.Sono cresciuta in un contesto familiare in cui mi si incoraggiava non ad essere la prima della classe,ma a leggere libri,e ho avuto la possibilità di ascoltare musica,studiare danza:tutto questo fa parte della mia cultura.A 26 anni sono ancora in tempo per leggere la Storia di Indro Montanelli,o qualunque altra cosa....forse in adolescenza non avrei nemmeno compreso il significato di certe nozioni....
Un professore è in seria difficoltà quando si trova di fronte a una classe formata da diversi individui che hanno alle spalle diverse condizioni familiari:se un genitore non è realmente interessato alla crescita culturale del figlio,sarà difficile per un professore far comprendere il valore dell'istruzione ad un adolescente bombardato dal consumismo.
La famiglia e poi la scuola sono in questo ordine importanti per un individuo e la sua istruzione,ma la maturità culturale è un processo personale...