mercoledì, dicembre 14, 2011

Completamente solo, completamente inutile
...alla deriva senza capirne il senso.

Risate di Gioia mi circondano
ma non mi coinvolgono

Perso nel passato vedo
cadere il vaso di Pandora
e quello che ne esce è semplicemente
sconvolgente: LA REALTA'

domenica, novembre 27, 2011

Espandi te stesso

Diatribe, tenzoni...guerre.
C'è stata gente, persone in carne ed ossa come me, come te, che si affannava a dimostrare che la realtà era come la pensava Lui. Planck,Einstein,Pauli e altri a decidere come funziona il mondo. Tu sei immerso nel mondo...ti sei mai chiesto come funziona?
Ci sono problemi molto più grossi di te e di me...

lunedì, novembre 14, 2011

Persone che avrei voluto conoscere...e con cui avrei voluto parlare con una birra in mano

George Orwell
Kurt Cobain
Krist Novoselic
Albert Einstein
Steve Jobs
Steve Wozniak
Leonardo Da Vinci
Totò!!!
Von Neuman
Gauss
Newton
Alessandro Volta
Kant
Mozart
John Lennon
Yoko Ono
Piero Manzoni
Andy Warhol
Jim Morrison
Jean Michel Basquiat
Massimo Troisi
Stanley Kubrick
David Lynch
Robert Smith
Jack Nicholson
Joe Sacco
Renzo Piano
William S. Burroughs
Dante Alighieri
Meucci
Guglielmo Marconi
Giovanni Peroni
Adriano Olivetti
Giacomo Leopardi

...e tutti i folli che hanno pensato oltre la propria misera vita cercando l'infinito...Vi amo.

P.S.
Ne ho dimenticati troppi, mi perdoneranno.
Aggiungo mio padre, che mi ha generato, e che non ho mai conosciuto.

sabato, ottobre 08, 2011

Aforismo

La vita mi ucciderà.

giovedì, settembre 29, 2011

Adeguarsi

Facile per alcuni, insostenibile per me (e quelli come me).
Vai in un posto e c'è gente "in tiro" rampolli e neo-escort che sorridono mentre sorseggiano il loro cocktail colorato...E ci sei tu (cioè io) che, come al solito non sei più un bambino e non sei ancora un vecchio e quindi "devi" romperti le palle nella tua tenuta casual del cazzo, cioè non hai pensato a come vestirti!...Devo già pensare a perché tirare a campare, capirai se mi va di usare tempo ed energie per specchiarmi (e tra parentesi esteticamente non mi piaccio poi tanto).
Allora la soluzione qual è? Sparire piano piano dalla "circolazione" evitare la gente diventare un'ombra diventare Niente, perché ora sono solo niente...

domenica, settembre 25, 2011

Beat! Ya Ya

A volte il ritmo è indispensabile, motore di tutto.
Ti muove gli intestini, ti scuote l'anima,...se ne sei detentore.
Conta insieme a me...uno due tre...
Riconta se non sei ubriaco...uno...due...tre
Ya Ya
Non ha senso...
Conta insieme a me...uno...due...tre
Rosso blu notte verde
Ho bisogno di dormire...
Blu blues un colore scuro eppure io mi sento allegro
Ya Ya
Non ha senso...

venerdì, settembre 09, 2011

Considerazioni di un fan-atico

20 anni da Nevermind...per gli attuali vent'enni un disco della Storia e che non hanno vissuto direttamente,un po' come per me i dischi dei Doors. Nevermind: per la maggior parte di quelli che c'erano nei '90 un disco di un gruppo sopravvalutato e che non ha detto nulla di nuovo.
Mi permetto di dissentire...A volte percepisco nelle parole di chi è mio coetaneo un distacco dai Nirvana, quasi generazionale, nel senso: "Sì vabbè all'epoca li ascoltavo, poi lui si è ucciso e divenne un po' un mito, ma a ben vedere non erano un granché e poi i media hanno ricamato la classica immagine del bello e dannato".
A volte mi ritrovo a parlare con i coetanei di mio fratello (gente un po' dopo i 40), gente che leggeva Frigidaire e ascoltava cosette come i Death in June, i Killing Joke, i Joy Division o i Pink Dots...vivevano i Nirvana come un gruppo del cazzo (Beatles distorti)...Mi ritrovo a parlare ora con loro e mi descivono l'unplugged in New York come una delle cose più belle degli anni 90...Ahahaha e a me viene da sorridere a pensare a uno di questi 40enni che spiega ad un trentenne che i Nirvana sono stati un grande gruppo.
E' la prima volta, credo, che una band diventa "importante", o almeno interessante, per la generazione che era già "vecchia" quando il cantante prese la decisione di spararsi un colpo alla testa...e questo è molto divertente, non trovate?

domenica, settembre 04, 2011

...E non è facile mai...

Calore che irradia in onde rotonde

Cielo verticale cunei sparati giù a frantumare....

Del resto m'importa na sega sai ma fatta bene che non si sa mai...

Assegnate le parti corrono le comparse...

mercoledì, luglio 20, 2011

A volte ritornano...i ricordi...


1997: Concerto dei CSI a Napoli, io, Valerio, Giancarlo e Giovanni, quattro coglioni inesperti e con poche esperienze. Whisky in viaggio in abbondanza (di pessima marca) treno caserta-napoli, cazzate sparate a raffica e senza pudore, insulti ad altri esterni alla cerchia, gente di merda noi lo eravamo, e ci vantavamo di esserlo, almeno io.
"Conosco le abitudini, so i prezzi e non voglio comprare nè essere comprato..." Città grossa Napoli per noi 16enni, il piacere di vedere tanta gente riunita per un "evento", il piacere di conoscere altri accorsi per i CSI, la leggenda...Beviamo caffè Borhetti, scopriamo siringhe e preservativi nel cavalcavia sospeso...lo schifo mi ha sempre attratto....quanta gente si fa su questo "ponte"? Quanta gente chiava su questo ponte?"
Sembra maturo, sembra da grandi calpestare preservativi, ma non lo è...non basta...4 coglioni lo siamo stati, lo eravamo e forse lo saremo per molto ancora...TOTONNO!!! Pogo dance all'interno...e TOTONNO è nei nostri ricordi come canalizzatore di tempistiche...spallate, occhiali rotti, persi...non vedo più Giancarlo, non sento più valerio, mi sono perso nella rissa che è un concerto dei CSI, con volume esagerato e il Ferretti con una corda sugli occhi che blatera frasi profetiche senza vededere un cazzo...

lunedì, giugno 13, 2011

15 km/h


Questa cosa andava scritta direttamente stando in sella alla mia bici, perché è lì che l.ho pensata, è lì che è nata, ma per ora la tecnologia non me lo permette, quindi il tempo di scendere dalla sella, di aprire un cancello, salutare il mio gatto, aprire la porta di casa, ed eccomi a scrivere una serie di cazzate...

Ci sono essenzialmente tre modi di muoversi in città in maniera indipendente: piedi, 2 ruote o 4 ruote.
Camminare è bellissimo, io personalmente adoro camminare, del resto è la nostra andatura, quella degli esseri umani cioè; andare in auto è utile, a volte bellissimo per i lunghi tragitti, per conoscere città e Paesi lontani da quelli nostrani, ma andare in bicicletta è tutta un'altra cosa, la bici ha l'andatura della città.
A 10, 15 km/h riesci a vedere le prospettive dei muri dei palazzi, delle strade serpeggianti, che cambiano radicalmente e velocemente, ma riesci a cogliere tutto, riesci a leggere le espresioni delle persone, a capire per un attimo chi è incazzato, chi è allegro, se qualcuno ama, se qualcuno si ama, se qualcun altro odia; tutto accade in una frazione di secondo, ma in bici puoi percepire molto e in maniera profonda, basta seguire linee immaginarie scolpite sull'alsfalto e lasciarsi andare, kasciarsi cullare dal'andatura giusta, puoi allinearti alle tracce dei tubi e dei cavi lasciati dai sottoservizi, che scorrono silenziosi nel ventre della strada, cercare le zone più levigate per smettere per un attimo di pedalare, magari staccare le mani dal manubrio e sentirti libero, sentirti tuo...

Oggi (in bici) mi sono ritrovato a pensare alla prima volta in cui ho prelevato dei soldi da un bancomat (soldi miei per inciso).
Mi sentivo osservato e sotto accusa: "Ma quel losco individuo avrà sicuramente rubato la carta a qualcuno, come fa ad avere dei soldi lì dentro?".
Mentre alle mie spalle altre persone si mettevano in fila per un prelievo, speravo che la mia operazione andasse a buon fine il prima possibile, c'era gente molto più "raccomandabile" di me nella classica divisa giaccaecravatta. Alla fine ho preso i soldi, li ho infilati nel portafogli e sono corso via come un ladro, sperando che nessuno stesse lì ad inseguirmi...avete presente prendi i soldi e scappa di Woody Allen?

mercoledì, maggio 25, 2011

Perché io sono MENO stronzo e figlio di puttana degli altri

Perché spero che il mio interlocutore sia una persona, forse non mi hai capito, dico un PERSONA, uno che parla con te e non riesce contemporaneamente a trafiggerti. Perché uno che si comporta in tal guisa non è una Persona, ma semplicemente uno/una.
Io mi sono rotto i coglinoni, per non dire il cazzo, di certe persone/atteggiamenti...ci ammorbate,ammorbate l'aria,già insana...Vai a puttane tu, essere spregevole, tu che vuoi una donna..VAI A PUTTANE, VAI A PUTTANE
Grazie per il resto, grazie per il resto, TE ne sarò grato, ma tu, pezzo di merda non capirai mai perché povero pezzo di MERDA...è tutto quello che so dire...MERDA, PEZZO DI MERDA...e posso solo ridere e deriderti...
P.S.
CIAO
P.S.2
KSK

martedì, marzo 08, 2011

Roberto Saviano, il coetaneo in bilico

Ascolti Roberto Saviano, il personaggio, e ti rendi conto che è bravo, che sa raccontare le storie, che prende spunti e idee da situazioni non convenzionali, o che ancora non lo sono del tutto.
Ti rendi conto che il tuo coetaneo è sempre lì, in bilico tra moralismo becero, retorica e quel pizzico di non so cosa, credo sia realtà, vita vissuta. A volte è troppo sentir tessere le lodi dell'unità d'Italia da chi sa perfettamente che l'unità, in fondo in fondo, non nasce solo dall'eroismo dei "patrioti", come nessuna guerra e/o rivoluzione nasce dalla consapevolezza popolare.
"Fare bene il proprio lavoro" ribadisce in più occasioni il coetaneo, ma quando sai qual è, forse, quando riesci a trovarlo, forse.
Quando riesci a scappare dall'area degradante e deprimente che la Campania ti offre, forse, riesci a vivere.
Benvenuti nel 2011.

venerdì, dicembre 11, 2009

Allora non mi sta mai bene niente?

Ultimamente, come un vecchio e perché vecchio, non faccio che lamentarmi. Robert Smith cantava "I want to be old", ma forse non è il massimo vedere come evolvono le cose in generale e in questa città in particolare, che definire di merda è poco, dove tutto è commercio e a pochi, veramente a pochi, interessa altro se non fare soldi.

E' una delle città più vuote d'Italia? Quando ero giovane, per non dire piccolo, non c'era possibilità di ascoltare musica dal vivo in nessun luogo e a pochi in realtà interessava ciò, c'erano neroenonsolo e...nessun altro. Poi è arrivata Mtv, sono arrivati i" 'mericani " e hanno fatto capire anche ai casertani, di riflesso, che con la musica puoi attirare gente e di conseguenza fare soldi. Nel tempo, in poco tempo, adesso in questa città, che resta sempre di merda, puoi trovare praticamente dal giovedì alla domenica un posto dove suonano dal vivo. La massima espressione di questa città non è la Reggia vanitelliana, che come ci dicono è uno dei monumenti più visitati in Italia, ma via Mazzini (aka strada del commercio/struscio), che infatti è più curata e pulita della Reggia stessa.

Vorrei vedere le pagine di casertamusica di qualche anno fa e confrontare il numero di concerti che si facevano all'ora con il numero attuale. Perfetto direte voi, e allora di cosa ti lamenti, “A te ti piace a musica o ‘o fumm”?

Mi lamento del commercio in sè, dell'uso improprio della musica che se ne fa da ambo i lati: da chi la promuove e da chi la consuma. La musica NON è un prodotto, voglio affermarlo a me stesso per l'ennesima volta, e in quanto non prodotto NON va inglobato nella filiera economica, ovvero NON si fanno e non si devono fare soldoni con la musica. PUNTO

P.S.

Questa cosa l’ho scritta un po’ di tempo fa e in generale concordo ancora con me stesso (incredibile!), anche se in alcuni casi avrei qualcosa da ridire sulle mie stesse parole.

lunedì, novembre 30, 2009

2009: viaggio nella neo lingua, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad odiare la musica indie*


Da wikipedia
Indipendenza: In certe discipline artistiche, l'indipendenza psicomotrice tra le braccia o tra le quattro membra è essenziale; ad esempio, per la pratica di certi strumenti musicali come la batteria.

Mi sembra sensata questa definizione, almeno più sensata dell’attribuzione di genere musicale al termine indipendente. Forse non tutti sanno che indie viene appunto da independent e non c’entra nulla con gli indiani (d’America o dell’India che siano).
La musica indipendente designa tutto ciò che ruota attorno a etichette di dimensioni piccole o piccolissime.
Aveva un senso forte e se vogliamo segnava una scelta “di campo” fino agli anni ’90, quando i mezzi di produzione musicale erano detenuti essenzialmente da chi poteva permettersi spese considerevoli per studi di registrazione, costosi nastri e tecnici del suono. Come voi ben sapete nel 1990 (ad esempio) non si sarebbe mai potuto registrare un disco nella propria cameretta.
Al di là delle mere considerazione tecniche, però, l’aspetto fondamentale dell’indipendenza nel mondo artistico (musicale, cinematografico, ecc.) riguarda il non scendere a compromessi e si può così riassumere: “Sono indipendente e faccio il cazzo che mi pare, senza che nessuno possa forzarmi a fare cose che non mi piacciono o che non avrei mai pensato di fare, pur di vendere e di guadagnare più soldi possibili”.
Ai nostri giorni questa parola ha perso il significato originario, ma cosa ancora peggiore, ha assunto una pluralità di significati così diversi, per cui, a mio avviso, non ha in pratica più alcun senso in sè; si può tranquillamente trattare tale parola come un puro suono tipo i track, bababum, clokkete tanto cari ai futuristi.
Veniamo agli esempi:
Tre ragazzi (basso, chitarra e batteria) decidono di formare un gruppo, buttano giù delle idee per dei pezzi e alla domanda che musica fate rispondono: ”Indie-Rock”.
Tre ragazzi (computer, basso e synth) decidono di formare un gruppo, buttano giù delle idee per dei pezzi e alla domanda che musica fate rispondono: ”Indie-tronica”
Le etichette, major o minori che siano, in questo contesto non esistono proprio!
Ma la cosa più singolare e se vogliamo contraddittoria (vero e proprio neo-ossimoro) è quella che vede definire indie dei gruppi prodotti da etichette multimilionarie.

*Wow tre citazioni in un colpo solo.

lunedì, novembre 16, 2009

Il sindaco risponde

Vorrei spiegare brevemente, sia a chi mi ha scritto con garbo, sia a chi mi ha processato sommariamente come un Belzebù, le ragioni di questa nostra azione nei confronti di Frigolandia.

Con una doverosa premessa però.

Se c'è una persona dispiaciuta di questa situazione è il sottoscritto, che fin dall'inizio ci ha messo la faccia e anche qualcosa di più (compresi i famosi 100 euro per il passaporto) per consentire la realizzazione di questo progetto.

Dopo appena quattro anni non credo di essermi improvvisamente impazzito, men che meno sedotto da "presunti e inconfessabili interessi speculativi" che qualcuno tende a ritenere le vere ragioni dell'operazione "sfratto".
Vi invito anche io a venire a Giano, magari un po' prima delle mobilitazioni collettive.

A venire e a verificare di persona se questo "luogo socratico, immaginario, della pace e della cultura aperto a tutti" - e come tutti, compreso il sottoscritto, auspicavamo che fosse - sia effettivamente tale e soprattutto venga percepito come tale.

Probabilmente riceverete dalla stragrande maggioranza dei cittadini di Giano (una conferma indiretta viene anche dal fatto che solo 2 gianesi su 3500 abitanti hanno firmato fino ad oggi la petizione a sostegno di Frigolandia) la stessa impressione e cioè che Frigolandia, più che una opportunità, sia in realtà una sorta di "corpo estraneo", chiuso e persino un po' grigio, a dispetto delle colorate lettere che ti accolgono all'ingresso.

Così come inverosimili appaiono altri dati che vengono portati a riscontro della presunta vitalità della struttura, i numeri di presenze (più di 5000 in meno di 4 anni, ovvero più di mille persone l'anno?) e gli investimenti per "decine e decine di migliaia di euro" che stonano con una struttura che appare per tanti mesi all'anno semideserta.

Anche perché tutto questo movimento in un pesino di 100 abitanti qual è il capoluogo si sarebbe notato (credo) e qualche struttura ricettiva circostante ne avrebbe pure beneficiato.

Ma non voglio continuare in questo genere di argomentazioni, perché il punto vero è un altro: è stata disattesa la vera promessa, che è pure la premessa di tutta questa vicenda.

Ovvero quella di far vivere la Colonia come un centro culturale che avrebbe portato vitalità e lustro ad un piccolo centro come Giano dell'Umbria, che soffre, come tanti piccoli paesi di montagna, di un lento ma progressivo svuotamento di energie vitali.

Oggi Frigolandia - vista da Giano - è un "non luogo".

Gli edifici quasi unicamente utilizzati come redazione della rivista e come abitazione di Sparagna (serviva davvero la Colonia per svolgere queste attività?), oltretutto senza neppure pagare l'affitto e senza rispettare molti punti della Convenzione

Io credo che qualche problema in più di quello che si dice ci sia e possa far dubitare dell'intrapresa...

Anche perché curiosamente, grazie a questa ricostruzione unilaterale che circola per il web mi tocca passare per fascista, illiberale, spegnitore di fiammelle di cultura, mentre qui a Giano tutto il centrodestra mi chiama comunista.
Io democratico tra virgolette (come mi ha definito Sparagna) l'ho democraticamente accolto e difeso fin quando era possibile.
L'ho fatto persino in Consiglio Comunale, in una delle numerose discussioni dedicate alla questione.

Poi, piano piano, sono emerse le tante contraddizioni di Frigolandia:
Il parco (pubblico) "sempre aperto", ma di fatto interdetto ai comuni mortali;
Il museo "liberamente visitabile", ma non si sa a che ora e in quali giorni;
Iniziative culturali si, ma solo a fronte di risorse di cui (ovviamente) non disponiamo;
Abusi edilizi, ma "piccoli", tanto -va beh - siamo in Italia;
Eventi nazionali realizzati in loco praticamente nessuno, se si eccettua la prima conferenza stampa di Scalzone, che mi é costata una mezza crisi di Giunta, interrogazioni in Consiglio Comunale, in Consiglio Regionale e in Parlamento Nazionale, 1500 firme (su poco più di 3500 abitanti) contro l'Amministrazione e per la cacciata di Frigolandia, l'accusa al sottoscritto di essere un filoterrorista...
Tutti "dettagli", almeno nella concezione mondialista di Sparagna, visto che la cosa è stata sempre derubricata ad una incomprensibile reazione un pò provinciale del paesello, cavalcata dalla destra fascista. (Della serie "mai un dubbio")
E questa idea, un pò fastidiosa, per cui siccome siamo piccoli non possiamo capire è riemersa nell'incontro che abbiamo avuto insieme agli avvocati qualche settimana fa (ripresa - sotto altre forme - anche nell'editoriale del 6 ottobre in cui si afferma che "l'arte e il pensiero non possono adeguarsi agli umori popolari, per giunta di un paesino di soli 3000 abitanti.")
A tutto questo si aggiunge (e sottolineo si aggiunge) la procedura di sfratto che non è per niente anomala ma del tutto normale, dopo due anni di mancato pagamento dell'affitto e di lettere di sollecito, e per questo convalidata da un giudice (si tratterà forse di un anomalo giudice di destra?)

Che Sparagna sia un pezzo importante della cultura di questo paese mi sta bene, ma ciò non autorizza nessuno a fregarsene del rispetto delle regole. anche perché il legibus solutus mi ricorda altri personaggi del nostro tempo...
Dico queste cose con grande rammarico.
Ho 39 anni, faccio il Sindaco per una inspiegabile (di questi tempi) passione, sono stato il primo promotore di Frigolandia perché ho creduto, come molti, nella forza straordinaria di un progetto che é rimasto largamente sulla carta. Oggi mi ritrovo a gestire una causa legale, che mai avrei voluto, e a passare per

un dissipatore di ricchezza e di cultura, quando sono perfettamente consapevole che di cultura e di bellezza questo paese ha un grande bisogno. Ma - aggiungo - anche di lealtà e sincerità.

Peccato che tutto questo fervore da parte di Sparagna a difesa di Frigolandia non l'ho trovato quando si trattava di difendere il Sindaco di Giano dagli attacchi di mezzo mondo, dopo il caso "Scalzone".

Da allora solo molto silenzio, fino allo sfratto.



Cordialmente,



Paolo Morbidoni

venerdì, ottobre 16, 2009

Cos'era Frigolandia?

L'anno scorso dopo aver letto il libro di Vincenzo Sparagna (Frigidaire) ho appreso definitivamente cosa ha rappresentato la sua rivista e le altre che attorno a lei hanno roteato. Ho scoperto che il lunedì La Repubblica non usciva (così come Il Fatto Quotidiano ai nostri giorni) e che l Lunedì della repubblica nacque come foglio satirico, veduto poi alla vera Repubblica per fare cassa. Ho appreso della satira che c'è stata in Italia fino alla fine degli anni 80 e del nulla che c'è adesso. Ora ci si "scandalizza" per molto meno, fenomeno per me assurdo: passa il tempo e solitamente la morale pubblica accetta più comportamenti una volta ritenuti "sconvenienti". Nell'italia bigotta e cattolica avviene il contrario, o quasi. Si accetta il turpiloquio e quindi le seguenti parole ora le possiamo quotidianamente ascoltare dalla televisione: vaffanculo, culo, tette, cazzo/i, sputtanare, paraculo/paraculate. Però se va in onda un programma come "Così fan tutte" e la Marcuzzi gioca a fare un pompino ad una salsiccia, beh, questo non va bene e si deve spostare il programma in tarda serata, non si può alludere al sesso in maniera esplicita, solo parlarne.

Avevo iniziato questo post per un altro motivo, non per parlare di satira o di quel che ne resta, ne tantomento per parlare della morale pubblica, ma solo perché mi dispiace che un posto come Frigolandia, che non ho mai visitato, stia per chiudere i battenti. Andate sul suo sito di e scoprite da soli il perché un posto così fantastico (letteralemnte) non debba chiudere. Scrivete come ho fatto io una lettera al sindaco di Giano dell'Umbria e chiedete di agevolare la sussistenza di Frigolandia. Di seguito trovate quello che ho scritto io, tentar non nuoce.

Oggetto: Non "sfrattate" Frigolandia!

Al sindaco Paolo Morbidoni di Giano dell'Umbria,

Vincenzo Sparagna è uno degli ultimi a possedere la memoria storica di
quella che è stata una rivista culturale tout-court, riconosciuta e
apprezzata in varie parti del mondo.
Frigolandia potrebbe diventare un museo per ricordare grandi artisti
italiani (tutti quelli che hanno collaborato a Frigidaire appunto).
Su Andrea Pazienza si organizzano mostre ovunque in Italia e così su
Tanino Liberatore, Stefano Tamburini e tanti altri.
Vorrei avere la possibilità di visitare Frigolandia, vi prego di non chiuderla.
Grazie.

L'indirizzo del sindaco è paolomorbidoni@tin.it

mercoledì, settembre 30, 2009

Inutili giochi di parole

Il 23 Settembre è uscito Il Fatto Quotidiano, un fatto nuovo, un fatto importante forse, un giornale che si fa i fatti dei politici, forse pure troppi, oggi scriveva in prima pagina che la Carfagna ha comprato una casa a Roma ad un prezzo stranamente troppo scontato. La povera Patria è veramente in declino, si salvi chi può. Se avete voglia e mezzi EMIGRATE, iatevenn', fuitevenn', qua va tutto a puttane, anzi ad escort. Fiumi di cocaina che straripano dai letti, gente in doppio petto che non ha neanche una faccia. I calciatori sono le personalità più influenti e importanti, il calcio, il calcio, il fantacalcio! Gooool. Odio profondamente questo Paese, non voto più, non ne ho le forze, dovrei andare, prendere armi e "ritagli" (da Ritorno al futuro). Il Papa e la Chiesa, i loro abiti di altri secoli. Il copricapo del Papa, ogni volta che lo vedo mi viene da ridere e se sono con altre persone devo contenermi. Il Papa ha detto, il Papa sostiene, consiglia, invita. Ma chi cazzo l'ha votato? Perché deve comparire sui TG nazionalArcoriani a dirmi cosa devo fare, se devo usare o meno il preservativo. Posso mettere il Gel? Aspetto la risposta del mio parroco, ho chiesto lo sbattezzo e lo esigo, non voglio essere enumerato tra i cattolici italiani, la Chiesa Apostolica Cattolica Romana (il CCAR) è come tutti gli altri partiti, non ha più nulla a che vedere con le ideologie ed i credi. La fede nazionale è nella propria squadra del cuore. Padre PIO e tutte le superstizioni, che possano essere ricacciate indietro nei secoli. Qui si crede ancora nei miracoli, spiriti, spiritelli, energie, entità. Dio o dio o DIO. Fatemi prendere un po' d'aria, la prossima mossa è staccare le antenne dai tetti, questo mezzo passivo che è la TV ha traviato la mia generazione e sta plasmando le seguenti. Cerchiamo di usare la rete, almeno rivendichiamo il nostro diritto di scegliere attivamente a quale balle credere.



lunedì, settembre 28, 2009

E' un continuo celebrare Michele Placido e il suo cinema del cazzo, malinconico, falsamente e laconicamente impegnato sugli anni "bui" di questa "povera Patria". Ma spero che in molti approvino il fatto che dopo Gianmaria Volontè non ci sia Michele Placido, bensì Toni Servillo. Il monologo che segue è esplicativo.
Come dice Ghezzi: "Buona visione"

venerdì, settembre 25, 2009

Padre e figlio?

George Harrison
Robert Smith

lunedì, settembre 21, 2009

Quando non ne puoi più delle persone, come si chiama? Come si dice? E' una malattia? In questi casi ti consigliano di andare in analisi, di farti curare, perché devi essere animale sociale, non possono starti tutti sulle palle, è una brutta china, si rischia che poi finisci per stare sulle palle a te stesso. Tutte le sensazioni si mischiano in una spirale che gira velocissima, non si riesce mai a capire a che distanza si è dal centro, non si riesce a capire neanche se si sta scendendo verso il centro oppure ci si sta allontanando da esso: però tutto gira, magari storto, ma gira inesorabilmente.