lunedì, ottobre 09, 2006

Reverberi al microfono


Eccomi nuovamente a parlare dei Giardini di Mirò. Per ora gli Eddy from the Enot sono in pausa (questione batterista sempre aperta) e quindi inganno il tempo facendo alcune domande al disponibilissimo Jukka. Se vi interessa l'intervista completa la trovate su "Il Caffè".

Il titolo dell’album in uscita a Gennaio (Dividing Opinions) fa riferimento a opinioni contrastanti: sono quelle presenti tra di voi all'interno del gruppo oppure ad una vostra opinione su un argomento che diverge da quella comune?

Il titolo in sè è per noi un'opinione divergente: chiedi ad ognuno di noi ed otterrai cinque risposte, forse in conflitto. Bella parola conflitto, se vissuta in modo positivo, cosa quasi impossibile.
La nostra epoca ghettizza le opinioni, le fa diventare a priori "schierate" e incasellate. Mi è concesso criticare la politica dello stato di Israele senza ricevere l'appellativo nazista? Non saprei.
In generale vedo una difficoltà nell'accettare le opinioni altrui, soprattutto quelle divergenti, come ad un contributo reale all'interno di discussioni e confronti. “Dividing Opinions” è un titolo politico e tutt’altro che qualunquista, se vuoi può essere interpretato come un titolo romantico: c’è ancora quella voglia di non arrendersi alla natura brutale che caratterizza l'uomo, anche se la nostra voce dividerà, noi ci sentiamo in obbligo di spenderla.

Nei vostri primi lavori avevate la propensione a comporre musica strumentale. L'ingresso della voce è stato voluto e ricercato oppure è avvenuto a causa dell'incontro con Alessandro Raina? Parlaci un po' del suo ingresso e della sua dipartita dai Giardini di Mirò.

Un minimo d’interesse per la voce lo abbiamo sempre avuto, però non ci sentivamo in grado di essere protagonisti diretti cantando in prima persona, per questo la strada alle collaborazioni è stata da subito quella preferita, ma solo per pochi pezzi, visto che dal vivo non saremmo mai riusciti a riproporre il tutto. Nello scrivere “Punk…Not Diet” (Ndr. il loro secondo disco) abbiamo chiamato Raina ad interpretare un paio di pezzi, almeno questa era l'idea iniziale, poi durante la lavorazione ci siamo accorti di essere in sintonia e la collaborazione è proseguita con un tour, fino ad arrivare all’epilogo in cui non si parlava di nient’altro che cavolate. La "vita" in tour può essere estremamente interessante, ti svela un mondo nuovo; questo è vissuto soggettivamente da chi ne è attore, quando si perde un momento, uno spazio, un luogo di condivisione collettiva, allora non ha più senso proseguire assieme per la stessa strada: a volte sono più dolorose le candele che si spengono lentamente in pieno giorno, rispetto alla luce tagliata dall'Enel.

Sul sito di Flux TV è possibile remixare, nel contesto di una gara, "Broken by" quello che sarà il primo singolo dell'album in uscita nel 2007. Il remix ritenuto più valido sarà pubblicato insieme all'originale su un singolo. Sempre su Flux lo stesso discorso è proposto per il video del brano in questione. Com'è nata la collaborazione con il canale/sito e fino a che punto volete coinvolgere il vostro pubblico?

La nostra volontà è quella di appoggiare in toto il progetto di Flux. Un "vecchio punk"(notare le virgolette) come me, dovrebbe mal digerire attività promosse da corporate come Mtv e zone limitrofe, ma in questo caso posso garantire la genuinità del progetto artistico, che chiaramente ha la finalità per l'emittente di espandere i propri contatti e farsi conoscere, ma non c'è nulla di male se la cosa è fatta con serietà e con adeguata sensibilità culturale. L’idea è sta proposta da Flux e dopo un minimo di discussione abbiamo ci siamo accordati su alcuni dei termini della nostra partecipazione e collaborazione. La riteniamo un'esperienza importante sia per le web community musicali che per noi come band. Offre visibilità anche a chi non vincerà i contest e inoltre tutti i remix sono ascoltabili e i loro autori essere riconosciuti dai profili web.

Come detto, nel 2007 uscirà il nuovo disco, tu speri di poter finalmente diventare musicista professionista, nel senso di fare solo questo nella vita, oppure ti sta bene avere una sorta di doppia personalità?

Tutto ciò che rende professionalizzante mi fa disinnamorare, è un mio grossissimo difetto. Ho rifiutato una proposta seria come musicista per non mettere a rischio questa passione, il professionismo non fa per me.

A proposito quando non sei il chitarrista di un gruppo cosa fai?

Mi occupo della gestione dei campi nomadi comunali di Reggio Emilia, sono un precario di 30 anni, faccio volontariato in un cinema cooperativa, cerco di passare tempo con la mia fidanzata, gioco a basket con gli amici la domenica pomeriggio, leggo molto, vedo molti film e ascolto tonnellate di musica. A volte faccio il Dj, molto poco per la verità, chatto con amici lontani.
Spesso perdo un'ora al giorno meditando su nuove vie per il pensiero marxista, ma i miei strumenti culturali sono piuttosto limitati e finisco sempre per avere queste allucinazioni di skeaters che commentano “Il Capitale” cercando vecchi dischi di minimalisti nelle aste on-line.

Riguardo al file-sharing cosa pensi? Credi, come alcuni, che sia una strada che porterà alla morte di musica e cinema, oppure che l'artista debba adeguarsi ai tempi e cercare di vivere della propria arte in modi nuovi?

Il file-sharing esiste e quindi ci si deve confrontare con esso e saperlo sfruttare, se lo si desidera, anche per vivere della propria musica. Oggi un'artista deve confrontarsi con questa realtà ed utilizzarla al massimo, molti già lo fanno e parlo di casi eclatanti: Lily Allen, Artic Monkeys e buona parta della scena weird/drone/noise americana, inglese e finlandese. Il tempo cambia, così gli strumenti di diffusione e bisogna capire il presente, sempre, per non esserne travolti.

4 commenti:

Edolaido ha detto...

Bel colpo Lucia'! Come l'hai contattato, il Reverberi?

Edolaido ha detto...

In particolare fa riflettere il suo atteggiamento di rifiuto nei confronti di una dimensione professionalizzante della musica...

Laura Matarese ha detto...

Preciso che l'intera intervista sarà pubblicata sul numero del 14 ottobre 2006 de "IL Caffè, settimanale indipendente", distribuito nelle librerie ed edicole di Caserta e dintorni.

Clavitus ha detto...

Eh beh, bel colpo veramente; sapevo che Jukka lavorasse per un cinema cooperativa perchè la cosa è citata in un pezzo degli Offlaga Disco Pax che si chiama "piccolaPietroburgo"...
stando al testo di questa canzone il cinema dovrebbe chiamarsi "cooperativa cinema teatro '900" con centinaia di soci tutti volontari, tra cui proprio Jukka Reverberi che in alcune serate è lì a staccare biglietti.