giovedì, febbraio 23, 2006

Copia a destra o copia a sinistra?

La faccenda sui diritti d' autore si fa sempre più intricata e orami sta diventando un dibattito politico e sociale sulla proprietà della conoscenza e su come essa è usata: da un lato c' è chi crede nella libera circolazione delle idee, dall' altro chi preferisce definirle "proprietà intellettuali". Il concetto di Copyleft fu introdotto per la prima volta nel 1984 (anno Orwelliano) da Richard Stallman un programmatore americano, il quale aveva esposto il problema di liberare i codici dei programmi dai vari diritti d' autore e brevetti, che ne ostruivano la visibilità, convinto che gli informatici non avrebbero più potuto imparare dai reciproci codici, con una conseguente decaduta dell'arte della programmazione. Il concetto di copyleft si è poi espanso in altri ambiti, ad esempio esiste la cosiddetta opencola, che sul suo sito pubblica la ricetta della bibita stessa e apre così a tutti la possibilità di creare e migliorare la bibita. Nell' ambito musicale le cose sono "leggermente" differenti; nel corso degli anni, infatti, si è consolidato il mercato discografico e dell' intrattenimento, il quale ha venduto e vende milioni di oggetti (DVD, VHS, CD ecc.) che contengono idee e modi di pensare degli artisti. Il problema è che con la digitalizzazione delle informazioni ormai non c'è più bisogno di comprare dei supporti. Basta scaricare dalla rete degli MP3 (ad esempio) per ascoltare della musica senza bisogno di nessun supporto particolare. Quest' ottica ovviamente alle case discografiche non fa per nulla piacere ed è per questo che come sappiamo "combattono la pirateria". Mi rendo conto che la mia maniera di vedere le cose è estrema, ma le case discografiche non servono più a niente!!! Ormai chiunque può registrare un disco, anche a casa propria, e può distribuirlo sempre in proprio attraverso la rete, quindi, ripeto, le case discografiche non servono più a nulla. L' unico passo da compiere è quello di cambiare la contestualizzazione di colui che scrive musica: il musicista (inteso come autore e non esecutore di brani) non può essere più un lavoro! Chi scrive musica deve farlo gratis!!! Concludo dicendo che la mia non è una semplice provocazione, ma la speranza che le nuove tecnologie servano ad arricchire intellettualmente le persone e non i portafogli dei discografici.

1 commento:

Laura Matarese ha detto...

L'autore di un testo letterario o musicale deve essere salvaguardato da evntuali plagi, però effettivamente il prezzo da pagare per usufruire di una sua idea è troppo alto: se volessi organizzare uno spettacolo teatrale con musiche non originali, ad esempio, dovrei fittare un rene per pagare la Siae, perchè ci sono i diritti d'autore...bene...e male...
L'artista prima lavorava per committenza, in seguito ha creato in un suo contesto privato e personale, mosso da passione e dalla voglia di sperimentare, ora sembra una corsa all'ovvietà, al già fatto perchè ha funzionato e conviene, insomma il concetto di arte si è modificato nel tempo, e forse è giusto che si modifichi sempre...per cui bisognerebbe rivedere tutto ciò che è legato al concetto di creazione, anche i diritti d'autore. Infatti è vero che ormai si registra un disco stando sdraiati sul letto, poichè il tipo di tecnologia raggiunta in questo decennio permette di fare miracoli con un pc...
Molti si improvvisano tecnici del suono...e tutto questo per dire che il mercato discografico ha ben poche ragioni per giustificare i prezzi che impone.
Sostanzialmente sono d'accordo con il tuo post, in quanto non è scritto da nessuna parte che una rockstar debba vivere perforza nel lusso sfrenato solo perchè stanno arricchendo il mio animo...non c'è proporzione...
Non ho tempo di rileggere, scusate eventuali errori.