martedì, febbraio 07, 2006

C' era una volta il Carosello

Quello che pretenderei da una società civile è il ritorno ad una quantità di pubblicità che sia parte necessaria della televisione e non parte fondamentale della televisione. L' ottica secondo cui un programma è realizzato per vendere pubblicità è, a mio avviso, distorta. I compensi di coloro che operano nell' ambito televisivo sono esorbitanti ed ingiustificati, lamento un' insofferenza in quanto spettatore e non mi basta sapere di poter spegnere il televisore. Non trovo giusto tutto ciò; tornando al discorso di televisione pubblica, che ho affrontato nel post precedente, pretendo che i miei gusti, in linea con altri "spettatori", siano rispettati. In quanto cittadino voglio usufruire del servizio pubblico televisivo! C' è bisogno di una serie di direttive che ridimensionino la quantità di pubblicità che si deve sopportare, non ci si può nascondere dicendo che è un libero mercato. Un libero mercato ha bisogno di regole. Non posso essere asfissiato durante una passeggiata da cartelloni pubblicitari che mi perseguitano, nè posso essere asfissiato da ore di spot solo perchè ho deciso di vedere un film o un programma in tv. Fin quando il nostro rappresentante è colui che la pubblicità la vende, la logica di mercato, sempre a mio avviso, rimarrà distorta e tenderà, ma forse già lo è, a divenire cosa normale.

1 commento:

Laura Matarese ha detto...

La pubblicità ha da sempre un potere ammaliante su me,ed infatti acquisto un prodotto consapevole della suggestione che ho subito.So che gli shampoo sono tutti uguali in quanto hanno la funzione di "sapone",cambia solo il profumo...Questo per dire che non bisogna mai dimenticare che la pubblicità mira alla vendita del prodotto non a rendere più felice il compratore....